Lettere agli zii

 

 

 

Il libro raccoglie diverse lettere e alcune cartoline tra Giorgio La Pira e la sua famiglia, da riferirsi essenzialmente al periodo che intercorre tra l’arrivo di La Pira a Firenze e l’inizio della guerra. Ben 60 missive custodite dalla famiglia Angelino (i figli della sorella Peppina di La Pira) e inedite fino alla pubblicazione in volume di cui si parla.

 Il senso di questo libro va al di là di una documentazione storica; risiede soprattutto nel valore del dialogo affettuoso che intercorre tra La Pira e la famiglia Occhipinti (e in particolare la zia Settimia, con la quale il rapporto è proprio filiale); risiede negli accenni alla quotidianità della vita, nelle piccole testimonianze del profondo attaccamento di questo “siciliano cittadino del mondo” alla propria terra e alle proprie radici; risiede nei piccoli testi di spiritualità che brillano (o semplicemente traspaiono) in ogni lettera.

 Proprio per questa ragione nessuno, forse, come Luigi Rogasi avrebbe potuto svolgere quest’opera: pozzallese come La Pira, come lui trasferitosi in Toscana in età giovanile, membro di una famiglia legata da sempre alla famiglia La Pira e affezionato cultore dell’eredità lapiriana.