Il grande lago di Tiberiade


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iorgio La Pira, nato e cresciuto in Sicilia, ha certamente assorbito la cultura mediterranea specialmente nel senso dell'apertura al dialogo e alla "contaminazione" delle esperienze. Inoltre la sua meditazione sul messaggio evangelico fornisce una motivazione di più ed un contenuto più profondo al dialogo inteso come vocazione comune dei popoli, ed in particolare di quelli che si affacciano sul Mediterraneo ed appartengono alla "triplice famiglia di Abramo" delle tre grandi religioni monoteiste. 

In questo spirito La Pira chiama il Mediterraneo "il grande lago di Tiberiade" destinato a diventare segno e strumento dell'incontro tra popoli diversi e del superamento delle barriere politiche, economiche, religiose, etniche e culturali. E d'altra parte ritiene che, in modo misterioso, la pace di Gerusalernrne (un obiettivo al quale si è infaticabilmente dedicato) sia intimamente legata alla pace del mondo intero. 

Vogliamo -in questo settimo volume della collana "I Libri della Badia" curato da Marco Giovannoni ed introdotto da una sua "lettura"- presentare alcuni documenti, molti dei quali finora inediti, che testimoniano l'azione di La Pira per la pace in Terra Santa e nel Medio Oriente. A parte il loro valore storico, ci pare che essi contengano messaggi validi ancora oggi, sia dal punto di vista ideale che -soprattutto- del "metodo concreto della politica della pace". Come diceva spesso La Pira, oggi gli unici realisti della politica sono coloro che credono nella pace; drammaticamente illusi sono coloro che credono di risolvere con i vecchi strumenti della violenza e della guerra gli inediti problemi dei nostri tempi.