Per il bene comune

In un quadro di economia globalizzata e di libero mercato diffuso, le contromisure prese per contrastare la più recente crisi del sistema economico-finanziario mondiale sono ben diverse, e non solo per ordine di grandezza e per ritmi di rapidità, da quelle – legate all’ortodossia delle concezioni liberali – cui si ricorse per il crac del ’29. Da allora, per arginare i ricorrenti periodi di crisi, dovuti ai medesimi meccanismi di speculazione, e nelle seguenti fasi di instabilità e recessione, quasi tutti i Paesi hanno adottato un maggior ricorso ai contributi pubblici. L’intervento dello Stato in economia fu il tema centrale di una controversia fra cattolici alla metà degli anni Cinquanta: da una parte La Pira, importante testimone del mondo cattolico, dall’altra Sturzo, fondatore e segretario del Partito popolare.

… Intervento ‘statalista’? Lo chiami come vuole: le etichette contano poco; intervenire si deve: ‘intervenire’ è la norma unica di tutta la morale cristiana ed umana…

La Pira, 20 maggio 1954

 

“… è tanto difficile definire un’economia quanto crearla; si dirà: economia libera (l’attuale in occidente) ed è vincolata; si dirà economia comunista (quella bolscevica) ed è statalista; si parlerà contro i capitalisti (privati) e si cerca un capitalismo di Stato; si parlerà di stabilità della moneta, e si va verso l’inflazione; e così di seguito: Babele in pieno impiego

Sturzo, 26 settembre 1955